VOiCE OVER

Dialoghi tra un MiMO e la sua voce

di e con Matteo Cionini

Quando parlo, a chi sto dando davvero la voce?
La voce che parla è davvero la mia voce?

Inizia con queste domande un’esplorazione dentro la psiche umana, con una separazione che avviene in scena tra il corpo e la voce, che dialogano e si scontrano rappresentando parti diverse dell’essere umano. 

E’ una ricerca della voce autentica, di quell’IO sempre affannosamente in equilibrio tra le personalità che compongono il nostro essere “sociale”, le voci che da dentro spingono per uscire, e le infinite voci che dal mondo esterno in ogni momento riempiono la testa di stimoli. 

Questa cacofonia di voci evoca l’immagine di Ulisse e delle Sirene, il cui mito viene integrato nella narrazione. 

Trovare la propria voce interiore è necessario e significa soprattutto ascoltarsi, prendersi il tempo di capire se’ stessi, dare spazio al bambino interiore che questo mondo troppo adulto tende a sopprimere.

Ci troviamo a vivere in un’epoca caratterizzata da rapporti umani parcellizzati, atomizzati e virtualizzati, ma anche da una stimolazione perenne e costante; trovare se stessi è difficile; ma è di assoluta importanza, perché significa trovare il baricentro per poter accogliere stabilmente tutto il resto, e instaurare rapporti sociali più sani. 

Questo spettacolo parte da uno spunto scenico, la separazione corpo-voce, realizzata tramite il linguaggio mimico-gestuale e da differenti tecniche di audio editing teatrale anche generativo tramite IA, ed esplora la psicologia umana attraverso lo sguardo della scuola Gestalt.

Lo spettacolo esplora territori dove l’arte mimico-gestuale diventa strumento a servizio di una necessità drammaturgica.

Il corpo, infatti, nella separazione dalla voce, assume un carattere che va incontro al bambino interiore, a quella parte di noi che chiede libertà, spontaneità, presenza (essere qui e ora).

Il MiMO “classico” è presente, ad esempio, per parlare delle gabbie in cui ci troviamo chiusi, nel momento in cui scegliamo di aderire all’immagine che gli altri hanno di noi. O per creare momenti in cui non sono le parole, ma i gesti a creare immagini simboliche ed evocative, parlando ad una zona inconscia dello spettatore. 

Lo spettacolo alterna momenti drammatici, comici, virtuosistici e surreali, in un‘ alternanza dinamica che vuole favorire l’efficacia della fruizione da parte del pubblico. 

 

E’ rivolto ad un pubblico di adulti, giovani adulti e adolescenti.

 Durata: 50 minuti